Skip to main content

Età e fertilità: strategie per la gestione clinica

La fertilità femminile subisce un declino fisiologico progressivo con l'età, rappresentando una sfida clinica sempre più frequente nella pratica quotidiana. Comprendere i meccanismi biologici e adottare strategie appropriate di counseling e gestione è fondamentale per ottimizzare i risultati riproduttivi.

IL DECLINO FISIOLOGICO DELLA FERTILITÀ

La riserva ovarica si riduce drasticamente nel corso della vita: da 6-7 milioni di ovociti a 20 settimane di gestazione fetale, passiamo a 1-2 milioni alla nascita, 300.000-500.000 alla pubertà, per arrivare a soli 25.000 ovociti a 37 anni e circa 1.000 alla menopausa. All’aumentare dell’età non diminuisce solo il numero di ovociti all’interno delle ovaie, bensì peggiora anche la qualità ovocitaria.

Il declino della fertilità femminile inizia gradualmente intorno ai 32 anni e accelera significativamente dopo i 37 anni. Ciò significa che la probabilità di concepimento spontaneo diminuisce, mentre il rischio di complicanze materno-fetali aumenta.

RISCHI ASSOCIATI ALL’ETÀ MATERNA AVANZATA

L’età materna avanzata comporta un peggioramento della qualità ovocitaria, e di conseguenza un significativo aumento del rischio di aneuploidie, principalmente trisomie autosomiche legate a difetti del fuso meiotico. Anche il tasso di aborto spontaneo aumenta progressivamente con l’età.

STRATEGIE PER LA GESTIONE CLINICA

L’educazione della paziente sull’effetto dell’età sulla fertilità è essenziale. È fondamentale infatti informare le giovani donne sui tempi biologici della riproduzione, per permettere scelte consapevoli riguardo la pianificazione familiare.

Se la donna sta già cercando una gravidanza e ha più di 35 anni, è importante inviare la coppia a specialisti in medicina della riproduzione già dopo 6 mesi di tentativi infruttuosi. Se la donna ha più di 40 anni, è raccomandata una valutazione immediata. Questo approccio mira a evitare di perdere tempo prezioso ed è giustificato dal rapido declino della fertilità e dall’aumento del rischio di complicanze.

Importante è anche l’identificazione e l’invio tempestivo delle donne che, oltre all’età, presentano altri fattori di rischio, come ad esempio:

  • Chirurgia ovarica precedente
  • Chemioterapia/radioterapia
  • Endometriosi severa
  • Infezioni pelviche pregresse
  • Familiarità per menopausa precoce

Chiaramente anche il partner deve sempre essere valutato allo scopo di identificare eventuali cause di infertilità maschile.

OPZIONI TERAPEUTICHE

Esistono diverse opzioni per la valutazione e la gestione cliniche delle pazienti che hanno più di 35 anni:

  1. Valutazione della riserva ovarica. Eseguire i dosaggi ormonali e la conta dei follicoli antrali consente di stimare in maniera individualizzata la riserva ovarica della paziente
  2. Miglioramento dello stile di vita. Cessazione del fumo, ottimizzazione del peso, promozione dell’attività fisica regolare hanno un impatto positivo sulla salute in generale e anche nel periodo preconcezionale
  3. Tecniche di riproduzione assistita. Considerare precocemente il ricorso a tecniche di PMA consente di ottimizzare il cosiddetto time-to-pregnancy, ossia il tempo necessario per arrivare a ottenere una gravidanza
  4. Ovodonazione. L’utilizzo di ovociti donati rappresenta un’opzione da discutere nelle donne con prognosi molto sfavorevole a causa della ridotta riserva ovarica
  5. Social freezing. L’opzione del congelamento degli ovociti rappresenta un investimento sul proprio futuro riproduttivo, soprattutto nelle giovani donne che non ricercano a breve una gravidanza.

CONCLUSIONI

La gestione della fertilità correlata all’età richiede un approccio proattivo basato su counseling tempestivo, valutazione rapida e interventi appropriati. Il ruolo dei medici è offrire alle pazienti strumenti e informazioni per decidere con consapevolezza riguardo le proprie scelte riproduttive.

Approfondisci
Approfondisci

Hai bisogno di info?

Supporto alla pratica clinica: le risposte degli esperti su fertilità e benessere.

A cura di