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Ecografia e mappatura dell’endometriosi profonda

L'ecografia transvaginale rappresenta il gold standard per la diagnosi e la mappatura dell’endometriosi, che purtroppo colpisce frequentemente le pazienti infertili. L’ecografia pelvica per la diagnosi di endometriosi rappresenta un esame avanzato, da svolgere in centri dedicati da parte di operatori esperti. Riconoscere la localizzazione e l’estensione della malattia permette di orientare la gestione clinica, migliorare i percorsi terapeutici e ridurre i ritardi diagnostici.

Componenti essenziali per una valutazione ecografica approfondita e sistematica

  1. Valutazione di utero e annessi
    Si ricercano i segni dell’adenomiosi, eventuali endometriomi ovarici e i segni di malattia tubarica come idrosalpinge o ematosalpinge.
  2. Ricerca sistematica di endometriosi infiltrante profonda
    La pelvi viene suddivisa in comparto anteriore (vescica, ureteri, setto vescico-uterino) e posteriore (legamenti utero-sacrali, retto, setto retto-vaginale). Si cercano noduli ipoecogeni, avascolari, che possono infiltrare le pareti degli organi pelvici.
  3. Sliding sign
    È un test dinamico: applicando una pressione delicata con la sonda transvaginale, si osserva se l’utero scorre liberamente rispetto a vescica e intestino. L’assenza di scorrimento suggerisce aderenze e obliterazione dello scavo del Douglas, spesso dovute a endometriosi profonda.
  4. Soft markers ecografici
    Comprendono il dolore evocato in sedi specifiche durante l’esame, che va documentato per sede e intensità, e la ridotta mobilità ovarica, con il tipico quadro delle “kissing ovaries”, ossia le ovaie adese fra loro e prolassate nello scavo del Douglas. Questi segni indicano la presenza di aderenze pelviche anche in assenza di lesioni visibili.

Indicazioni per una refertazione efficace: cosa non deve mancare

  • Descrizione dei reperti in ciascun comparto (forma, margini, ecostruttura)
  • Dimensioni e localizzazione anatomica precisa delle lesioni
  • Valutazione dinamica (mobilità delle varie strutture pelviche, sliding sign positivo o negativo)
  • Presenza di dolore evocato alla pressione della sonda transvaginale in una sede specifica
  • Indicazioni della necessità di un eventuale approfondimento con risonanza magnetica

CONCLUSIONI

Una corretta valutazione ecografica seguendo un protocollo standardizzato può fare la differenza nella diagnosi e nella gestione dell’endometriosi. La mappatura accurata della malattia migliora significativamente la gestione clinica, ma richiede formazione specifica e approccio sistematico. Per tale motivo è importante inviare le pazienti a centri di riferimento in cui l’ecografia venga eseguita da ginecologi esperti.

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