una prima che va dall’inizio del flusso mestruale fino all’inizio di sviluppo del follicolo destinato ad ovulare, una seconda che corrisponde al periodo peri-ovulatorio ed una terza che va dalle 72 h dopo l’ovulazione all’inizio della mestruazione successiva. La prima fase è definita relativamente infertile e può avere una durata variabile. La seconda detta fase fertile, dura 6-8 giorni, con probabilità di gravidanza più alte (~ 30%) nei 2 giorni precedenti l’ovulazione e pressoché nulle nei giorni successivi all’ovulazione. La terza fase, assolutamente infertile, dura 10-16 giorni. Il monitoraggio del periodo fertile e quindi anche dell’ovulazione permette di individuare i giorni del ciclo mestruale in cui una donna ha maggiori probabilità di concepire. Questo monitoraggio si basa sull’osservazione di diversi indicatori e può essere eseguito in ambulatorio di ginecologia o autonomamente tramite autovalutazioni. Il primo caso è quello del monitoraggio ecografico e ormonale dell’ovulazione, eseguibile in ambulatorio attraverso ecografie e dosaggi ormonali che permettano di seguire nei giorni la crescita follicolare ed endometriale fino al giorno dell’ovulazione. Nel secondo caso invece, la donna può monitorare il proprio periodo fertile attraverso dei semplici calcoli nel caso di un ciclo regolare oppure riconoscendo i cambiamenti del muco cervicale e della temperatura basale e infine attraverso l’utilizzo di kit per il dosaggio di LH.
Metodo del muco cervicale – Subito dopo il ciclo mestruale, il muco cervicale è molto scarso. Nei giorni a seguire il muco aumenterà sempre più in quantità e viscosità. Immediatamente prima dell’ovulazione, la donna avvertirà una sensazione di maggiore umidità: il muco cervicale cambia nettamente diventando abbondante e filante, assumendo aspetto a ‘chiaro d’uovo’. Questa fase dura circa 2-3 giorni e corrisponde al periodo di maggiore fertilità che durerà fino a quando, una volta avvenuta l’ovulazione, il muco tornerà a ridursi e a farsi più vischioso. Metodo del calendario – Considerando la lunghezza degli ultimi 12 cicli mestruali, si sottraggono rispettivamente 19 giorni alla lunghezza del ciclo più breve (es. 27–19=8) e 11 a quello più lungo (es. 33-11=22); si ottengono così approssimativamente, il primo (8°) e l’ultimo (22°) giorno della fase fertile. Metodo della temperatura basale – Si basa sulla misurazione giornaliera della temperatura corporea basale, rilevata al mattino a riposo prima di compiere qualsiasi attività. Un metodo semplice per tracciare la temperatura basale è quello della “coverline”: per ciascun ciclo, una linea orizzontale (che indica la temperatura soglia) viene disegnata su un grafico con cui la donna monitora giorno per giorno i cambiamenti di temperatura basale. La linea o coverline è determinata aggiungendo 0,05 °C alla temperatura più alta registrata durante i primi 10 giorni del ciclo. Quando viene registrata una temperatura stabilmente superiore alla coverline (di circa 0,3°C) è probabile che sia avvenuta l’ovulazione e che sia terminato quindi il periodo fertile. Stick per il monitoraggio ovulazione – sfruttano il dosaggio di LH nelle urine attraverso uno stick utilizzabile a domicilio per identificare la finestra fertile e massimizzare le possibilità di concepimento.