Alla base di ciò vi è la consapevolezza che lo stile di vita è in grado di influenzare l’equilibrio ormonale, la recettività endometriale, la funzione ovulatoria e la qualità di ovociti e spermatozoi.
Un ruolo fondamentale è rivestito dalla dieta. Quando si parla di cibo, a contare non è solo il raggiungimento del peso forma; infatti, numerose evidenze scientifiche sostengono che a migliorare la fertilità sia soprattutto la qualità della dieta: ideale è quella Mediterranea. Essa prevede l’assunzione di cibi minimamente processati (ovvero alimenti nel proprio stato naturale o che abbiano subito solo trasformazioni minime che non ne alterano in modo significativo le caratteristiche e il contenuto nutritivo), proteine di origine vegetale, frutta e verdura, latticini fermentati (es. yogurt), olio di oliva come principale grasso alimentare ed un ridotto utilizzo di carne rossa e cibi ultra-processati. La dieta mediterranea privilegia inoltre l’utilizzo di grassi insaturi come gli omega-3 e omega-6 (cosiddetti acidi grassi polinsaturi essenziali) componenti primari delle membrane cellulari. Frutta secca, salmone, uova e non solo, ne sono ricchi. Per quanto riguarda i micronutrienti, fondamentale è una corretta introduzione di vitamine del gruppo B (B1, B2, B12, folati), A, C, D, E e K e minerali come iodio, ferro, calcio e zinco.
Anche l’attività fisica ha il suo ruolo. Diversi studi hanno dimostrato come sia una ridotta che una eccessiva attività fisica possono influenzare la salute fertile negativamente. L’ideale sarebbe dedicare almeno 30-60 minuti giornalieri ad una attività medio-intensa incluso lo yoga.
Per quel che riguarda, invece, i disturbi del sonno intesi come numero di ore trascorse a dormire <6 o >9, frammentazione del sonno, andare a letto tardi ecc, è stato dimostrato che questi siano correlati, nella donna, a ridotte probabilità di concepimento spontaneo ed aumentato rischio di aborto. A spiegare questi fenomeni vi è un disturbo del ritmo circadiano e conseguente squilibrio ormonale e non solo.
Infine, è stato dimostrato come l’uso di sostanze quali alcohol, nicotina, tabacco e droghe provochi danni alla salute riproduttiva. Il tabacco e i derivati del fumo (inclusa iQos) contengono tossine che inalate (anche passivamente) possono associarsi nell’uomo, ad alterata formazione di spermatozoi e disfunzione erettile, nella donna a minori possibilità di concepimento e aumentato rischio di aborto e menopausa precoce (<40 anni). Alcohol (anche in piccole quantità) e droghe come oppioidi e cannabis possono causare alterazioni del ciclo mestruale e disfunzioni dell’ovulazione nella donna e peggioramento del liquido seminale in tutti i suoi parametri, nell’uomo.